Una fotografa ritrovata - Mostra di Vivian Maier

19 Novembre 2015

Sotto il vernissage modaiolo, e mi riferisco alla mia frase nel precedente articolo dalla quale trapela una piccola scheggia polemica, emerge ancora della sostanza. Ci sono luoghi che resistono con le loro scelte e proposte.
Ho scoperto sempre per caso: nei i prossimi giorni la Fondazione Forma per la Fotografia espone gli scatti di Vivian Maier. Fotografa e artista della schiera degli "invisibili" con la sua arte di pregio perché così poco catalogabile.
D'altronde come si può chiudere in definizioni una Luce seppure a tratti oscura del suo istintivo Talento. Come chiudere in definizioni una vita che diventa leggenda per mezzo di un "fato" dove un fantasma chiede di realizzare la vita che aveva sempre caparbiamente nascosto.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito della fondazione:

http://www.formafoto.it/

Marzia Tao Valpiola

 

 

 

 

La bambinaia fotografa

 16 Novembre 2015 

 Consiglio di visione Marzia Tao Valpiola - Vivian Maier

 

Ho scoperto questa storia per caso ed è stata una folgorazione. Guardavo il film documentario e venivo rapita dalla forza di questa vita e le sue immagini. La vita di Vivian Maier una straordinaria fotografa vissuta come un fantasma, nascondendo in pesanti valigie la sua arte; 120.000 negativi mai stampati. Un giorno un ragazzo di nome Maloof, raccoglitore e collezionista, si presenta ad un asta per cercare  delle foto di Chicago degli anni 20 e per una modesta cifra acquista degli scatoloni pieni di rullini.  Inizia la storia che cambierà la vita del ragazzo diventando il curatore di un fantasma, un’entità che piano piano ogni giorno, tramite le sue incredibili foto, le sue lettere, le quantità di oggetti, fogli, scontrini, chiuse in scatole e valigie prende l’identità della fotografa bambinaia Vivian Maier. La necessità dell’arte di Vivian a venire fuori, a mostrarsi  per regalare al mondo tanta bellezza sembra guidare il giovane ragazzo nel suo percorso di svelamento. Come spiega James Hillman nel libro “Il Codice dell’Anima” la ghianda, il talento del genio ha bisogno di un medium per essere riconosciuto. L’incontro miracoloso del visibile e dell’invisibile nelle nostre vite spesso dimenticato.

“Come dicevano i greci dei loro dèi: Non chiedono molto, soltanto di non essere dimenticati.”

Oggi gli scatti di Vivian “la tata” con la Rolleiflex,  possono stare  a fianco dei grandi della “street photograpy”; Diane Arbus, Lee Friedlander, Gary Winogrand o forse la sua arte e personalità non può essere chiusa in generi e definizioni.

Nel libretto allegato al film leggo un’intervista a Charlie Siskel  “nella sua opera percepiamo un vero sguardo, un senso profondo della fotografia e della strada… penso che le sue foto mostrino tenerezza, una percezione acuta della tragedia umana, ma anche momenti di generosità e di dolcezza.”  Personalmente non ho avuto ancora modo di vedere una mostra di Vivian Maier e non mi stupisco che in questo periodo storico più avvezzo ai vernissage modaioli  che al coraggio di proporre il poco catalogabile, le foto di una bambinaia non abbiano la visibilità che meriterebbero.

Ma questa è un’altra storia e non molto interessante.

 

 “Nessuno è eterno, bisogna lasciare il

Posto agli altri, è un ciclo. Abbiamo

Tempo fino alla fine e poi un altro

Prenderà il nostro posto. È tempo di

Chiudere e tornare al lavoro”

VIVIAN MAIER

 Grazie…

Marzia Tao Valpiola

 

 

 

 

Disegni di Marzia Tao e "La Lucina" di Antonio Moresco

 Antonio Moresco La Lucina

Durante lettura del prezioso libretto La Lucina, mi sono ricordata di un mio disegno fatto nel 2006 e dimenticato nell’Armadio Marziano. Ho tirato fuori dalla polvere questa serie di pochi disegni ispirati alla favola, al fanciullo interiore e per una misteriosa connessione ho visto dentro un frammento della “lucina” scandagliata dalla lieve profondità della narrazione di Antonio Moresco.

Un grazie per avere incontrato questo libretto e per i “legami“ nascosti che in qualche modo ci accomunano nella parte più autentica del nostro sentire.

Come esseri umani abbiamo il potere di contaminare gli altri con la nostra “lucina”, abbiamo il potere di evocare con le nostre azioni la “lucina“, abbiamo il potere di illuminare ciò che non conosciamo e quindi temuto.

disegno 2006 di Marzia Tao

                                                                                'Enfant' - Collezione privata

 

Estratti da il libro “La lucina” di Antonio Moresco

“[…]In questo momento sono seduto a pochi metri dalla mia piccola casa, difronte ad uno strapiombo vegetale. Guardo il mondo che sta per essere inghiottito dal buio. Il mio corpo è immobile su una seggiola di ferro dalle gambe che sprofondano sempre più nel terreno, eppure ogni tanto mi manca il fiato, come se stessi precipitando su un’altalena dalle corde fissate in qualche punto infinitamente lontano dall’universo… […]solo quando il buio diventa ancora più fitto e si cominciano ad accendere le prime stelle, dall’altra parte di questa stretta gola a strapiombo, su un tratto più pianeggiante del crinale di fronte, incavato in mezzo ai boschi come una stella, ogni notte, ogni notte, sempre alla stessa ora si accende improvvisamente una lucina.”

 

“Che lucina sarà? Chi l’accenderà?“ mi domando mentre cammino per le strade di pietra di questo piccolo borgo dove non è rimasto nessuno. “ Che sia una luce che filtra da qualche casina isolata nei boschi? Che sia la luce di un lampione rimasto lassù, in un altro piccolo borgo disabitato come questo, ma ancora evidentemente collegato alla rete elettrica, che si accende  sempre alla stessa ora per un semplice impulso?”

disegno 2006 di Marzia Tao 

“[…]Prima di uscire di casa ho preso un vecchio binocolo che mi sono portato fin qui ma che non uso mai, perché non c’è niente da vedere, solo questa distesa impenetrabile di schiuma vegetale che ricopre il mondo a perdita d’occhio.

Lo punto su quella lucina. Manovro la rotella un po’ spanata, per mettere a fuoco, perché la lucina sembra allargarsi e restringersi, come se la vedessi dall’altra parte di una superficie d’acqua. Ma non riesco a vedere bene, forse è per il passaggio delle mie ciglia sopra la lente, forse perché sui miei occhi ancora pieni di sonno c’è quel velo liquido che deforma i contorni e fa deflagrare le luci. Non si capisce cos’è quella lucina, meno ancora che a guardarla ad occhio nudo. Non si capisce se è una luce che filtra da una finestra oppure un lampione basso, appeso a un cavo. Eppure sembra crescere sempre di intensità, sembra palpitare”

“Che cosa sarà quella lucina?” mi domando ancora. “Perché in certi momenti appare più grande, più intensa, e subito dopo sembra rimpicciolirsi fino a scomparire? Che sia qualcosa d’altro? Che sia una qualche parvenza luminosa causata da attività magnetiche di origine tellurica?”

“Devo andare là[…]” mi dico ancora, continuando a guardare quella lucina con la coperta sulla spalla.” Ci sarà pure qualche strada, qualche stradina per arrivare lassù”

 

 

Illustrazioni Anna Forlati

Tra le vecchie carte dell'armadio marziano, appaiono le illustrazioni di Anna Forlati

Anna Forlati 001 Arte Marziana 

1. Mai senza scarpe, dall’omonimo libro non pubblicato realizzato con Paola Monasterolo, 2011

 

Anna Forlati 002 Arte Marziana

2. Teatri Abitati, copertina per Hystrio, trimestrale di teatro e spettacolo, 2012

 

 Anna Forlati 003 Arte Marziana

3. Il dono del serpente, concorso di illustrazione Tapirulan 2013

Anna Forlati 004 Arte Marziana

 4. Il primo uomo e la prima donna del popolo Mizteco, 31a Mostra internazionale di illustrazione, Sarmede 2013

 

 

 

Solo me ne vò per la città - riflessioni

Milano 09/04/2014

Solo me ne vo per la città è il titolo dell’esposizione che comprende i disegni “Dei”, piccoli dei urbani disegnati su fogli di un vecchio taccuino, e i quadri appesi ai muri sopra le preziose bottiglie: le tre Passeggiate. Ogni Passeggiata si sviluppa su quattro supporti di legno. In due Passeggiate su fondo nero lo sguardo è rivolto alla città e si intravede il percorso difficoltoso di un sole/astro frammentato e interrotto da segni simili a graffiti sui muri. In “Nuvole” la breve passeggiata volge lo sguardo al cielo acido delle città. La scelta di dare un piccolo spazio tra un quadrato e l’altro è intesa come una “pausa”, un respiro tra il rumore e il caos. Le Passeggiate sono da “leggere” come un fumetto partendo dal quadrato in alto a sinistra.

Marzia Tao

“Uscire dalla città, a piedi è faticosissimo. T’investe la lava bollente del brutto, il rumore, strada sopra strada, tremendi ponti di ferro, treni, camion, Tir, corsie, sbarramenti impraticabili, autostrade. Un vero teatro di guerra.”

                                                                                             Guido Ceronetti “Viaggio in Italia”, 1983

 “L’insegnamento accademico della bellezza è falso, tutti vogliono capire la pittura.
Perché non cercano di capire il canto degli uccelli? Perché amiamo una notte, un fiore, tutto quanto circonda l’uomo senza cercare di capire qualcosa?”

                                                                                              Pablo Picasso

 “La vita non vale più del cibo e il corpo più dell’abito?
Inafferrabili idee si esteriorizzano in afferrabili forme. Afferrabili attraverso i nostri sensi come stelle, tuono, fiore.
La forma è mistero per noi, essendo espressione di forme misteriose. Solo attraverso la forma intuiamo le forse segrete il “dio invisibile”. Vedere pianti, animali significa avvertire il loro mistero. Capire il linguaggio della forma significa essere più vicini al mistero del vivere. L’esteriorità della forma d’arte è la sua interiorità.”

Il Cavaliere Azzurro di Wassily Kandinskij e Franz Marc

 

disegni su supporto in legno - serie Passeggiate 

disegni su supporto in legno - serie Passeggiate

 

Solo me ne vò per la città 2014 | Marzia Tao 

 

Solo me ne vò per la città 2014 | Marzia Tao 

disegni su supporto in legno - serie Passeggiate

 

Disegno della serie Passeggiate

 

Disegno della serie Dei

  

disegno su taccuino

  

Foto Evento di Arte Marziana

 

 

 

Foto di Giuseppe Stringaro e L'Arotonda

Solo me ne vò per la città

"Dei tenaci e solitari spargono controcorrente sogni al vento".

In occasione del Fuorisalone 2014, Vinoir ospita i disegni d'autore di Marzia Tao.

La mostra 'Solo me ne vò per la città' verrà inaugurata mercoledì 9 aprile nello spazio Vinoir, Ripa di Porta Ticinese 93b, Milano, con un aperitivo a partire dalle 19.30, e rimarrà esposta fino al 20 aprile.

I disegni di Marzia Tao sono in parte estratti dalla serie "Dei" -realizzata su fogli di taccuino, tecnica china e pastelli ad olio (2012) - e in parte della serie "Passeggiando me ne vó per la cittá" - tecnica mista su legno, astratto (2014) -.

Per (de)gustare i disegni, ti aspettiamo da Vinoir!

 Solo me ne vò per la città - disegni di Marzia Tao - Arte marziana - Marzia Valpiola